La sanità lombarda e l'incarico di Roberto Maroni.

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Come si prepara alle nuove sfide autunnali con il Coronavirus?

Proponiamo questo studio di Elisa Sertor, con il timore che nel suo titolo possa sembrare persino autoironico....
Lo confessiamo: guardando cosa si muove intorno (sopra e sotto) la Sanità Lombarda si rimane con l'amaro in bocca: è molto difficile fare discorsi 'tecnici', attenersi al rispetto delle competenze professionali...
Come si fa a chiudere gli occhi o a far finta di niente quando i giornali con nonchalance e aérea disinvoltura riportano - come se nulla fosse successo negli scorsi mesi- la notizia dell'ingresso di Roberto Maroni, ex presidente della Regione Lombardia e già due volte ministro (dell’Interno e del Lavoro), nel Consiglio di Amministrazione degli ospedali del Gruppo San Donato, uno dei maggiori gruppi della sanità privata italiana. Dove peraltro si scopre già esserci come Presidente un altro ex-Ministro come Angelino Alfano.
Insieme tra gli altri ad Augusta Iannini (moglie del giornalista Bruno Vespa)?

Il nome di Maroni è nella rosa dei nominati per i Cda di Policlinico San Donato, ospedale San Raffaele, Casa di Cura La Madonnina, Istituti Clinici Zucchi, Istituto Clinico Villa Aprica, Istituti Ospedalieri Bergamaschi e H San Raffaele Resnati.  Maroni, che era succeduto a Formigoni, nella guida di Regione Lombardia nel 2013, nei suoi 5 anni di Governo aveva fortissimamente voluto portare a compimento proprio quella "riforma della sanità" che, favorendo le Convenzioni con i Grandi Gruppi Privati, ha portato alla distruzione dei presidi sanitari sul territorio.
Ma di che vogliamo parlare? Ma che si può fare?
Solo chiudere gli occhi per non vedere e non sentire?

Leggi l'articolo di Maria Elisa Sertor

 

 

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