MILANO. Consiglio Comunale. La gestione in autonomia del Bilancio del Comune è la madre di tutte le battaglie. Ed il cuore vero del programma elettorale per i prossimi cinque anni.

MILANO. Consiglio Comunale. La gestione in autonomia del Bilancio del Comune è la madre di tutte le battaglie. Ed il cuore vero del programma elettorale per i prossimi cinque anni.

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MILANO. CONSIGLIO COMUNALE

La gestione in autonomia del Bilancio del Comune è la madre di tutte le battaglie.

Ed il cuore vero del programma elettorale per i prossimi cinque anni.

L'ostruzionismo del centrodestra continua a bloccare i lavori del Consiglio. Tra le tante conseguenze negative segnaliamo qui quella che forse è la più importante: cioè l'impedimento di ogni possibile discussione sulla possibile gestione in autonomia delle ingenti risorse del Comune (tra gli 8 e i 10 miliardi di euro) di fatto considerando scelte e procedure della più importante città d'Italia, come se si trattasse di Vidigulfo di sotto o di qualcun altro dei mille e passa piccoli Comuni di cui è ricco il nostro Paese.

Contro l'assurdità dell'ostruzionismo del centrodestra la Capogruppo di Alleanza Civica (il secondo gruppo, dopo il PD, dell'attuale maggioranza nel Consiglio comunale a sostegno del Sindaco Sala) ha preso netta posizione. Laura Specchio è infatti intervenuta nel Consiglio di giovedì 16 denunciando il danno che deriva alla città dalla paralisi provocata dalle minoranze che si oppongono alla Giunta Sala.

"Altro che ripartenza! A causa dell'ostruzionismo dei gruppi di centrodestra rischiamo la paralisi del Consiglio Comunale e, quindi, delle attività della città" 

ha dichiarato Laura Specchio. E in una sua dichiarazione alla stampa la Capogruppo in Consiglio Comunale di Alleanza Civica per Milano ha quindi illustrato la gravità della situazione:

"Al Consiglio Comunale di Milano è emerso che le opposizioni hanno presentato più di centomila (100.000) emendamenti al bilancio preventivo!

Non occorre essere degli addetti ai lavori per capire che un numero così elevato di emendamenti paralizza di fatto l'attività del Consiglio ed impedisce lo svolgimento di un dibattito costruttivo che coinvolga le Consigliere e i Consiglieri sul merito delle questioni decisive del bilancio".

"Preoccupa il fatto - ha inoltre sottolineato la Consigliera Civica Laura Specchio - che, in una fase di così grave crisi per la nostra città, il Consiglio venga in tal modo “bloccato” e non possa proseguire i lavori affrontando anche le numerosi ulteriori urgenti questioni che questo drammatico periodo ci pone.

Purtroppo neanche la pandemia riesce a far emergere negli esponenti del centrodestra il necessario senso di responsabilità".

Già nella seduta precedente (lunedì 12 Aprile) il presidente di Alleanza Civica Franco D'Alfonso aveva sottolineato la delicatezza e - al tempo stesso - la centralità del dibattito sul Bilancio Preventivo denunciando l'estrema debolezza, se non addirittura l'inconsistenza delle riflessioni in Aula su questo tema e arrivando a chiedere alle opposizioni di riscattare, con un insperato colpo di reni, la scarsa qualità della vita assembleare che ha caratterizzato questo quinquennio ormai alle spalle.

Per D'Alfonso infatti l'autonomia del Consiglio nella gestione del Bilancio è la madre di tutte le battaglie per una autonoma gestione di sviluppo degli investimenti nella servizi pubblici della città e nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione (con una capacità di governo da reinventare).

Nel suo intervento D'Alfonso aveva denunciato come

"causa pandemia ci avviamo ad approvare un bilancio per la seconda volta “tecnico”, con virtuosismi contabili che rimandano la possibilità di scelta a tempo successivo... Non era l’unica soluzione possibile, ma è una scelta politica e tattica della Giunta che comunque approveremo.

Questo però significa che dobbiamo archiviare rapidamente il voto tecnico, su quello che non può essere considerato un documento programmatico, per aprire invece la discussione sul futuro e in particolare sul nodo delle risorse e delle scelte economiche e patrimoniali che devono rendere possibili i progetti per la nuova Milano che si confronteranno in campagna elettorale.

Già dal 2017 il Consiglio Comunale in sede di Bilancio - con OdG approvato all’unanimità - ha dichiarato l’insostenibilità dell’attuale sistema di Bilancio, con introduzione di vincoli sempre più stringenti ed un irrigidimento progressivo finalizzato a ridurre la libertà politica degli Enti Locali a favore di una centralizzazione totale. 

Anche se, dobbiamo dire la verità, quell’ OdG non ha avuto alcun seguito".

"A mio avviso - continuava Franco D'Alfonso, citando i principali punti rilevanti per la politica milanese - va fatto - va fatto e affrontato - un elenco che per quanto lacunoso è comunque non meno impressionante dei nodi che la politica deve affrontare e sciogliere, per non ridurre la prossima sindacatura ad un organo di ratifica e correzione di bozze, di disposizioni amministrative scritte per di più in un "latinorum criptato" da una macchina ENIGMA virtuale.

Non è eludibile una valutazione sul fatto che per almeno tre esercizi quella che era una virtù preziosa sviluppata proprio dalle ultime due amministrazioni di centrosinistra - avere entrate proprie in grado di coprire i costi dei servizi erogati - si sia trasformata in un elemento di grave preoccupazione.

Non è possibile pensare che si possa andare oltre lavorando con procedure che portano ad erogare fondi di emergenza in un anno e doverne essere pure contenti; così come non è più tollerabile prendere atto del fatto che un euro stanziato a bilancio oggi, impieghi almeno due anni e mezzo a produrre il risultato concreto previsto.

Non è pensabile che la tutela delle reti di coesione sociale della nostra città, da quelle di assistenza a quelle commerciali e sportive, non possano essere tutelate e aiutate con l’utilizzo del patrimonio comunale demaniale – il quale,  per inciso, è in buona parte costituito da lasciti e acquisizioni che hanno proprio il fine di essere di supporto ad iniziative di aiuto a persone ed imprese, e non invece a costituire l’attivo patrimoniale di una inesistente “azienda Comune” – sia di fatto impedita da una applicazione burocratica del principio di messa a reddito dei cespiti nonché della minaccia del “danno erariale” sventolata ad ogni piè spinto.

Non possiamo non definire una griglia dei servizi urbani che devono essere gestiti dal Comune e per i quali la logica della gara pubblica non è solo inutile, bensì è proprio dannosa: trasporti urbani, rifiuti, acqua, come anche l'assistenza per gli anziani, ed altro.

Occorre riverificare punto per punto le logiche di questi servizi ai nostri giorni, prendere delle decisioni in merito e sostenerle in un confronto con il Governo – avendo ormai il Parlamento abdicato di fatto, da tempo, alla propria funzione legislativa - che proprio in questi tempi di “Recovery” deve essere fatto.

Non è procrastinabile una discussione sulle nostre partecipate e municipalizzate, ridefinendone la missione in alcuni casi e la funzionalità in altri.

E non è più eludibile un confronto sulla governance e sul rapporto tra Comune e Partecipate, troppo spesso oscillante tra la gestione di "asset" delegata a manager – la soluzione che mi pare sia stata quella preferita in questi anni – e l’idea di una sorta di "outsourcing" delle funzioni amministrative degli assessorati.

Nemmeno è più eludibile il nodo del rapporto con altri soci nelle più importanti società come SEA, A2A e nel caso ancora più complesso di AMSA, che sono ormai di fatto delle mere partecipazioni in società non gestite dal Comune, e sulle quali il potere di indirizzo si è pressoché azzerato.

Non possiamo ignorare che sono ancora innescate le bombe dei project financing sui bilanci futuri di partita corrente, anche se per paradosso il ritardo nell’entrata in esercizio di M 4 oltre questo esercizio è una delle voci più importanti dei “risparmi” di cui ci ha parlato l’assessore.

Infine, non possiamo più pensare di mantenere in vita stentata, e come mal sopportati parenti poveri, i Municipi e per altri versi, la Città Metropolitana!

Una riarticolazione del sistema di bilancio con attribuzione corretta di poteri e risorse è necessaria, non è predefinibile senza una discussione politica sul ruolo effettivo e non presunto che le diverse amministrazioni hanno: ma, ancora una volta, non può proseguire oltre questo limbo istituzionalizzato, la prossima deve essere la sindacatura che sceglie o scioglie la dimensione metropolitana e municipale per il nostro Comune e la corretta allocazione di risorse e strutture sono il tema, non un tema.

Partiamo da una discussione in Consiglio comunale -che già potrà avvenire in sede di OrdiniDelGiorno/Mozioni collegate al bilancio- ma cerchiamo di impostarla in maniera che le diverse opinioni possano emergere e confrontarsi senza schematismi scolastici e precostituiti".

Avviandosi a concludere il suo intervento D'Alfonso non ha comunque nascosto il suo pessimismo:

"È una buona abitudine che il Consiglio Comunale, nella fase finale del proprio mandato, riesca ad avviare confronti sulle scelte di fondo non tanto per rinfacciarsi un passato più o meno recente, ma per permettere un confronto politico allargato e non costretto dalla lotta degli slogan e delle bandierine.

Non troppo fiducioso, rivolgo a Giunta, maggioranza e minoranza questo 

invito a riscattare - con un insperato colpo di reni - la scarsa qualità della vita assembleare che ha caratterizzato questo quinquennio".

QUI NELLA RUBRICA DOCUMENTI PUOI LEGGERE IL DISCORSO INTEGRALE.

 

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