Cosa ci insegna la vittoria di Ayuso alle elezioni municipali di Madrid. Un dibattito a caldo.

Cosa ci insegna la vittoria di Ayuso alle elezioni municipali di Madrid. Un dibattito a caldo.

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LEZIONE MADRILENA

Cosa ci insegna la vittoria di Ayuso alle elezioni municipali di Madrid.

Un dibattito a caldo.

La vittoria di Isabel Diaz Ayuso, una giovane e gentile militante del Partido Popular, alle elezioni municipali di Madrid è stata così forte da essere (per il grande distacco dagli altri candidati, sinistra compresa, e per il terremoto politico che questo può scatenare) abbastanza inattesa per la gran parte degli osservatori, non solo in Spagna ma in tutta Europa.

L'importanza di questo esito elettorale sta nel fatto che avviene al primo appuntamento con il voto in una delle grandi città europee terribilmente colpite dalla pandemia negli ultimi due anni. Il tema stesso della pandemia per tutti gli osservatori è stato il principale motore di spinta della vittoria di Ayuso, la quale - dimessasi da 'Presidenta' della 'regione madrilena' per candidarsi come Sindaco della Città di Madrid - si è sempre battuta contro ogni politica di lockdown ed ha (forse unica in Europa) gestito la sua area metropolitana all'insegna dell'apertura delle attività pur rispettando le norme di sicurezza. 

In questo nostro blog offriamo due approfondimenti: uno de *Linkiesta* e l'altro di *Avvenire*. 

Due articoli seguiti dai primi commenti interni agli iscritti di Alleanza Civica riportati qui di seguito.

 

Commenti:

Franco D'ALFONSO  Il successo di Mas Madrid e la sconfitta del Psoe alleato agli Indignados (il cui leader Pablo Iglesias si è già detto pronto ad abbondonare la politica!) va studiata, proprio tenendo conto delle città (Madrid metropolitana è molto simile a Milano Metropolitana). 

La vittoria schiacciante di una come la Ayuso (un misto fra la Gelmini e la d'Urso) ci conferma che la demonizzazione della destra senza proposta, porta ovunque alla sconfitta. Meditiamoci anche e soprattutto nel disegnare il profilo politico della lista civico-politica milanese.

Alessandro PALADINO  Articolo molto interessante. Ci indica la paziente strada di COSTRUZIONE. 

MIRO  Anche vero che Madrid era la capitale franchista accentratrice e imperiale. Come tale luogo di privilegi e burocrazia superba. Più assimilabile a Roma che a Milano.

Franco D'ALFONSO  In Madrid città vince la sinistra da molto tempo, con cinque anni di eccezione quando ci fu la vittoria della moglie di Aznar. Madrid metropolitana sempre a destra. Molto simile a Milano come voto, anche se si tratta di una capitale con poche industrie e molti impiegati pubblici. Però il settore servizi negli ultimi venti anni è esploso come a Milano. 

Carlo Alberto RINOLFI  Con questa sindemia e senza una prospettiva di "progresso economico" cresce a dismisura il bisogno di uscire dall'instabilità “esistenziale”.

Alessandro PALADINO  Inutile cavalcare i populismi o rincorrere gli eroi del momento, c'è chi è più bravo di noi. Barra dritta, diamo una prospettiva concreta di sviluppo sostenibile in tutti i sensi (chi si interessa di sostenibilità sa che l'errore più comune è considerare solo l'aspetto ambientale). Nessun fondamentalismo e apertura alla libera discussione! 

Carlo Alberto RINOLFI  Certo, mai seguire i populismi ma affrontare le loro radici che non affondano solo nell'economia.

Non si supera facilmente questo tipo di situazione puntando solo alla superficie tecnica dei problemi che sono ormai esistenziali e non solo materiali.

Alessandro PALADINO  Per questo parlo di sostenibilità a tutto tondo.

Carlo Alberto RINOLFI   Sì, ed è anche in gioco la visione di un mondo a cui rapportare la propria vita e identità. 

La valanga digitale + la crisi climatica + la sindemia hanno cambiato tutti i parametri di esistenza "civilmente sostenibile" dei popoli, in un mondo che già si divideva in urbanizzato e non; e nelle metropoli, in centri e periferie. 

La semplificazione della realtà è tipica della destra di ogni tempo: fa leva su filosofie ben precise come il darwinismo sociale e la selezione del più forte o "fortunato". Quelle visioni stanno emergendo e hanno già ferito il mondo a partire dal cuore della vecchia Europa. Dunque lo sforzo e anche quello di puntare su un “nuovo civismo” capace di aiutare i singoli cittadini ad affrontare le grandi sfide di questo mondo. 

 

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