Atm. Come una pugnalata alla schiena.

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Lo scandalo ATM e il nostro dibattito interno.

Il 23 giugno ci siamo risvegliati, come in tempi lontani, con le notizie di 13 arresti a Milano, per appalti truccati alla Atm, tra cui due dirigenti dell'Azienda comunale.

È stato, abbiamo subito scritto,come ricevere una pugnalata alla schiena. Un episodio gravissimo! E soprattutto sconfortante.
A parte tutti i reati messi allo scoperto da una indagine seria e approfondita, apprendere -ancora una volta-  che ci sono persone pronte a svendere la propria funzione  'pubblica', per chi come noi dedica la propria vita al servizio pubblico ed ai cittadini, è stata comunque una pugnalata alla schiena. Servire i cittadini è la missione più nobile  ed importante nella vita di un professionista pubblico: non è solo lavorare per una azienda o per una istituzione, ma per la propria comunità! Per questo il nuovo episodio di corruzione ha suscitato in noi una amarezza largamente condivisa. È inaccettabile che nelle aziende pubbliche si annidino tali soggetti!!

Il Sindaco Beppe Sala ha espresso ancor più che amarezza una rabbia incontenibile.
" La ATM è una eccellenza milanese e il suo lavoro non deve e non sarà infangato dalle malefatte di pochi" ha detto Sala nelle varie interviste. " Chiedo all'Azienda di prendere provvedimenti rapidi e che le pene siano anche esemplari. La mia rabbia è tanto più grande  - ha sottolineato il Sindaco- perchè in tanti nella pubblica amministrazione, in un momento come questo, stanno facendo la loro parte, e bastano due funzionari così -  infedeli per regole o mancanza di controlli-  per gettare  una macchia sulla città! Non va bene e ribadisco la mia rabbia!!".

Naturalmente c'è stato sui giornali di opposizione chi ha cercato di accusare anche il Sindaco. La politica e la informazione strumentale non fa sconti.
Ma con Milano (e la Lombardia) sotto attacco quotidiano, non è facile mantenere la saldezza delle opinioni.
Anche al nostro interno si è molto discusso sulla responsabilità tecnica e politica nella verifica e nel controllo dei processi aziendali. Un dibattito che ci vedrà impegnati ancora nei prossimi giorni e settimane.

Come ha fatto notare Beppe Merlo,
 "occorre ritornare sul tema ATM perchè 'repetita iuvant' ed anche onde evitare di  scadere in un atteggiamento populista, pregiudiziale oppure campanilistico /razziale.
Per capire i meccanismi, le omissioni o le assurdità del caso occorre prima conoscere come funzionano fabbriche e mercato.
Il  Sindaco non c'entra in quanto rappresenta gli stackeholder: tocca a lui nominare un CDA su base professionale che poi procede alla nomina del manager.
Vi è inoltre un assessore con delega che detta la 'missione', anche se non può indicare l'organizzazione.
Si possono certamente criticare le dichiarazioni emotive del Sindaco, ma vanno declinate in un contesto di dichiarazioni strumentali dell'opposizione che in questa città ha governato per oltre vent'anni: un tempo in cui originano fatti e misfatti, nell'assurdità peraltro di una regia - come messo in chiaro dalle indagini- in mano ad un un oscuro 'quarto livello impiegatizio'  (sic!).
Se e' colpa di Sala, allora a catena dovrebbe essere di Pisapia, Moratti e Albertini.....
Inoltre va sottolineato che tutto è successo in presenza di un " modello organizzativo"  che illustri presidenti (da Soresina a Stanca a Rota sino a Giana) hanno ignorato....
Bisogna perciò stare attenti a seguire e a fidarsi di alcuni " origliatori e megafoni del peggio di una società non etica e amorale:  il moralismo non è quello che ci aiuta a capire com'è che sia stato possibile che accadesse quanto messo in rilievo dalle indagini...
 Infine ATM è strutturalmente in grado di essere committente e conduttore d'impianti complessi, in una situazione di costante dinamica tecnologica?
Nessuno inoltre si pone la domanda, che se i fornitori sono i leader indiscussi di mercato - Spa quotate, con tanto di revisori,  Siemens, Alshtom, Engineering - è evidente che il potere contrattuale pende a loro favore. Pertanto evitiamo, almeno noi,  di scivolare nel moralismo becero e campanilistico che non centra nella vicenda.
Nè tanto meno centra il Sindaco, il quale solo ex-post può chiedere alla luce di quanto accaduto i chiarimenti  su come funziona la catena manageriale e professionale di un'azienda importante e leader nel TPL come ATM che, tra l'altro ......pretende di concorrere a gestire il business a livello europeo!".

Una posizione 'moderata' come quella di Beppe Merlo è ampiamente condivisa, ma ci sono anche posizioni molto più rigide nei confronti dell'Azienda.
Dario BALOTTA, per esempio, senza mezzi termini ha sostenuto che l'Azienda è inadeguata per le sfide e le necessità di Milano e che deve chiedere scusa ai milanesi. Balotta, il quale  è presidente dell'Osservatorio nazionale su liberalizzazioni e trasporti (ONLiT) ha  infatti dichiarato che l 'Atm deve "chiedere scusa ai milanesi" per la vicenda delle gare truccate che "ha messo in luce un sistema consolidato di malaffare che alzava a dismisura i costi - pagati con soldi pubblici - degli acquisti degli impianti tecnologici". 

Secondo Balotta, "da questa storia emerge un modello organizzativo inefficiente con una catena di comando aziendale inadeguata, visto che ad un 'quadro' aziendale era permesso di decidere le strategie e le modalità di acquisto dei sistemi di segnalamento senza far sapere niente ai vertici". Balotta ritiene anche che la Municipalizzata "si dimostra non pronta per le sfide del futuro e non all'altezza dei servizi che Milano ha il diritto di pretendere".
"Non basta - spiega - la crescita dei passeggeri se la produttività aziendale è sotto di 20 punti rispetto ad altre aziende simili del settore". A suo dire "la bassa produttività e la crescita inferiore alle sue potenzialità sono frutto delle garanzie e del contesto monopolistico che è sempre stato assicurato all'azienda da tutte le amministrazioni pubbliche che si sono succedute".

Secondo Maurizio ROSSI le scuse pubbliche ai milanesi sarebbero il minimo che i Consiglieri di Amministrazione dell'Atm dovrebbero fare!!

"Tutti pensiamo -sottolinea Elena BARDIN-
che Beppe Sala sia persona onesta e che cerchi di fare al meglio il suo mestiere. Anzi personalmente ne sono sicura. Però quando accetti di fare il capo di tutta la baracca poi non puoi dire io non c’entro nulla. È molto semplice.
ATM è del Comune di Milano pertanto il capo supremo  è Sala.
Agli occhi della comunità, della stampa, dei dipendenti, ecc. è così.
Che poi in tanti, giornalisti ed oppositori,  non aspettassero altro,  siamo tutti d’accordo. Ma se Sala dice adesso che è colpa di altri  (cosa che ripeto è vera, anche se le nomine dei vertici le fa lui!) e si limita a dire che vanno puniti i colpevoli, sarà  l’occasione per la destra di dare la mazzata finale.
Certo il Covid ha peggiorato molto le cose e ha stravolto tutto.
Ma Sala deve reagire subito, con forza e coraggio!

"Certo - sostiene Paolo LOMBARDI- Le scuse alla città vanno chieste. Ma non è  il Sindaco che deve farle, non è a lui che compete. Anzi come Azionista il Sindaco è parte lesa.
Dovrebbe essere bensì  il Presidente del Consiglio di Amministrazione e non l’azionista. Ciò avvenuto il CDA si dimette e l' Azionista ne nomina uno nuovo, capace di attuare procedure di controllo adeguati".

Concludendo nel merito della questione Atm, è  evidente che esistono, come giusto, pareri ed opinioni diverse, rileva Franco D'ALFONSO.
"Seguendo i consigli di un giovane saggio del web, lanceremo un incontro webinar interno (riservato agli iscritti Acn e ad altri interessati alla questione).
Tutti avremo modo così di esprimere compiutamente il proprio punto di vista e soprattutto di ascoltare quello degli altri, per chiarirsi le idee piuttosto che per  dire che le proprie sono le uniche chiare (magari è così, ma una verifica è  consigliabile per noi tutti)".

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