Il tema dell'ecologia ritornerà di tendenza anche in Italia?

Il tema dell'ecologia ritornerà di tendenza anche in Italia?

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 di Patrizia Ghiazza

Il 10 luglio ho partecipato, con altri colleghi di Alleanza Civica, a un bell’incontro con l’On. Lorenzo Fioramonti in tema di ecologia, sostenibilità e ruolo della politica.
Il percorso che Fioramonti sta costruendo al momento porta il nome di “Rete ecologista della sinistra e dell’innovazione” coinvolge Rossella Muroni e Elly Schlein, vicepresidente dell'Emilia Romagna, e ha l’intento di muovere confronti e consensi intorno al tema dell’ecologia in Italia.

I Verdi sono il secondo partito in Germania e il terzo in Francia, in Italia invece proprio non sfondano e non arrivano neppure alla soglia di sbarramento. I nostri ambientalisti sono rimasti sempre ai margini della politica, non facendo alleanze e non volendo “integrarsi”.  Scelta partitica rispettabile che lascia però il campo aperto a temi mondiali su clima, transizione energetica, scarsità delle materie prime e via. Come li affrontiamo in Italia? Siamo all’altezza dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU?

Il dibattito ha avuto le sue suggestioni, chi di noi ha ricoperto ruoli da assessore all’ambiente azzarda addirittura nel proporre di abolire assessorati e ministeri dell’ambiente perché “l’ambiente è ovunque e trasversale”, ne è intrisa la politica industriale, del lavoro, sanitaria e anche la finanza.

Emerge che green non è sexy in Italia; cogliamo ancora in Italia politiche ambientaliste ferme agli anni ’90, che dettano vincoli ma non individuano opportunità. Non riusciamo a cogliere la contemporaneità e il collegamento ambiente-sviluppo-innovazione e quindi sostenibilità. Non riusciamo a declinare il nostro futuro passando per la grande opportunità che “lo sviluppo sostenibile” e i parametri dei 17 obiettivi dell’agenda ONU ci offrono.

Accelerare verso un sistema economico e di business sostenibile, che rigeneri la società e l’ambiente, nel rispetto della profittabilità dell’impresa, potrebbe essere la migliore – forse l’unica – risposta appropriata al momento di incertezza globale che stiamo attraversando, potrebbe essere il punto di partenza per un cambiamento radicale dell’economia e quindi della società. Il ruolo delle istituzioni è fondamentale, il ruolo della politica chiave.

Aziende come Novamont in Italia o il Gruppo Danone in Francia che dichiarano, proprio in questi giorni, di voler diventare B-Corp, avviano non solo un dibattito ma azioni concrete nella direzione ESG (enviroment, sustainabilty, governance).

La politica non dovrebbe inseguire bensì guidare queste profonde trasformazioni sociali, se il piccolo gruppo dei Verdi italiani è davvero troppo piccolo, sta a noi interpretare questo ruolo, riempire questo spazio di contenuti e proposizioni, aggiungerei con “sex appeal” visti gli atteggiamenti fin qui ostili degli italiani.

L’incontro con Lorenzo Fioramonti è stato buono e fattivo, ci siamo ripromessi scambi concreti e partecipazioni incrociate ai rispettivi dibattiti pubblici o ristretti.

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